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Cosi capirai un po’ più di me 

Questo Vento Agita anche Me

Ieri il vento 💨 ha soffiato fortissimo tutto il giorno nella laguna Veneta.
Si chiama Scirocco e soffia da Sud-Est.
Ricordo la mia sorpresa quando, da bambina 👧, la mamma mi spiegò perché si trattava di un vento caldo e appiccicoso persino d’inverno: perché arriva dal deserto 🐫 del Sahara!
E quale non fu la mia meraviglia quando scoprii il sottile strato di sabbia giallo ocra depositatosi ovunque: lo Scirocco l’aveva trasportata da così lontano!!!
Questo vento è uno dei fattori responsabili del fenomeno dell’acqua alta poiché impedisce alle normali 2 alte maree quotidiane di defluire nel mar Adriatico.
Non sono una meteorologa né una studiosa di mari e correnti ma permettetemi di spiegarvi in maniera molto semplice.
L’acqua alta (come la chiamiamo noi) flagella la laguna di Venezia dalla notte dei tempi (parliamo di epoca pre romana). I fattori scatenanti sono molteplici ma devono convergere tutti insieme.
La luna piena e/o la luna nuova, che notoriamente rafforzano e attirano le maree perpendicolarmente verso di sé.
Il vento di Scirocco di cui sopra oppure il vento di Bora, che soffia gelido da est-nord-est. Uno o l’altro: se soffiano insieme è un vero disastro, come purtroppo è avvenuto la notte del 12 novembre 2019 durante quella che abbiamo battezzato Aqua Granda: sono stati raggiunti 187 cm sopra il medio mare in meno di mezz’ora. Per soli 6 cm in meno non è stato raggiunto il triste primato dell’alluvione del 1966.
Alcuni giorni di pioggia insistente, sottile ma costante, come quella tipicamente britannica 🙂 .
E naturalmente un’alta marea. Anche a Venezia di maree ce ne sono 4 in 24 ore: una che sale e una che scende, una che sale e una che scende, entrando in laguna dal Mare Adriatico e defluendo dalla laguna nello stesso mare.
In presenza di tutti questi fattori, la prima alta marea del giorno rimane in laguna per ore ed ore, ostacolata dal vento, dalla pioggia e dalla luna, finché non arriva la seconda alta marea, che va a sommarsi. Un alta marea sopra ad un’altra alta marea, insomma.
Un po’ più chiaro ora?
Venezia è un arcipelago di 118 isole unite da 434 ponti (più o meno: le varie pubblicazioni non si trovano d’accordo ma poco importa): provate a contare i gradini salendo e scendendo, può essere che il numero non coincida! Ogni volta che si attraversa un ponte a Venezia, infatti, si passa da un’isola ad un’altra che potrebbe non essere sullo stesso livello del mare della prima!
Ecco perché Piazza San Marco è sempre la prima zona della città ad essere allagata: perché è la più bassa (chissà come mai!). Per i turisti può essere un curioso ed esotico diversivo ma per i Veneziani è una lotta continua fatta di numerosissimi mini traslochi di beni e merci dalle zone più basse alle più alte di abitazioni, negozi, ristoranti, etc.
Qui sotto trovate delle simpatiche vignette per capire in modo semplice come si calcola il livello del fenomeno dell’acqua alta. Visto? Non spaventatevi quando sentite numeri e centimetri sui media: informatevi e venite a trovarci comunque, oppure contattatemi per avere info in tempo reale, consigli e suggerimenti per un’esperienza su misura anche a prova di acqua alta! In ogni caso l’allagamento, salvo casi eccezionali, dura poche ore.

acqua alta at railway stationflooding phenomenon at rialto bridgeflooding phenomenon at saint marks

Quando la Piazza va sotto non è detto che il resto del pesce (vi siete mai accorti che Venezia è fatta a forma di pesce?) ci vada, visto che ognuna di queste isole potrebbe essere ad un livello sul mare differente. Noi lo sappiamo e cerchiamo di barcamenarci con pompe, paratie, passerelle e se non bastano, con gli stivali di gomma!
Da trent’anni si lavora ad un progetto di salvaguardia della città che è finito più volte sui giornali e in TV a causa di ritardi, corruzioni, processi, ecc. Tale progetto porta un nome alquanto ironico: MOSE ( in realtà è l’ acronimo di modulo sperimentale elettromeccanico) ma tant’è. Si tratta di 78 paratoie ospitate in enormi cassoni di cemento dislocati alle tre bocche di porto della laguna veneta. In caso di alta marea eccezionale tali paratoie si alzano impedendo all’Adriatico di entrare in laguna. Non mi soffermerò su scandali e implicazioni politiche e ambientali: non è questa la sede.
Ora è tutto più facile perché ci sono delle applicazioni per smartphone che ci avvertono ed informano in tempo reale e con grande precisione sullo stato d’allerta. Fino a poco tempo fa per avvisare la popolazione si sentivano le stesse sirene usate durante la seconda guerra mondiale (un suono da brividi pure per me che allora non c’ero ma pensiamo a cosa provano i nostri anziani!) per avvisare di imminenti bombardamenti. Sei toni, sempre più acuti fino alla massima allerta, come la notte del 12 novembre 2019.
Attenzione però. Non si vogliono fermare le maree. Esse sono di vitale importanza per il delicato equilibrio di un sistema fragile quanto unico al mondo. Vi siete mai chiesti perché a Venezia non c’è malaria? Eppure le condizioni ci sarebbero tutte. O quasi. Le maree garantiscono infatti da secoli un ricambio di acqua salata due volte al giorno, fino al più remoto dei canali interni.
Il MOSE non è ancora pronto ma con i primi allagamenti della stagione i tecnici hanno approfittato per fare dei test in situazione critica reale, visto che fino ad ora le paratoie erano state collaudate solo in condizioni di marea ordinaria.
Ebbene, come tutti sappiamo sabato 3 Ottobre 2020, con un’eccezionale alta marea prevista a metà mattina, le paratoie hanno tenuto e la città delle sirene è stata risparmiata, con grande sollievo dei cittadini, già alle prese con la pesantissima situazione dovuta al covid-19.
Stanotte lo Scirocco è tornato più spietato e prepotente che mai. Fa stranamente caldo per essere Dicembre, un caldo inquietante che conosciamo bene. Il vento insiste, non da’ tregua. Mi rende irrequieta e agitata. Piove ☔️ pure molto forte.
Arriva l’acqua alta? Funzionerà il MOSE? Andrà tutto bene?
Torneremo ad una sorta di ragionevole normalità?

MOSE dams system

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